Stop all’impiego dei bambini-soldatoEssere un
bambino in tanti e troppi Paesi del mondo significa essere in pericolo. Perché se un bimbo non nasce
sieropositivo, non muore per il morso di una zanzara, se si salva dalla
disidratazione e la
fame non lo uccide, se non è stato costretto a
lavorare a 4 anni... Non è ancora salvo!
Spesso un bambino potrebbe essere in una condizione di
povertà o
violenza tale che l’invito di un signore che gli promette cibo in cambio di un aiuto in un conflitto, potrebbe risultare allettante.
Un po’ meno allettante risulterebbe l’
uccisione di tutta la sua famiglia e la minaccia di aver salva la vita solo diventando un soldato.
Migliaia di bambini ancora oggi vengono impiegati nelle
guerre: viene loro rubata l’
infanzia.
UNICEF opera incessantemente per sensibilizzare e garantire il disarmo, la smobilitazione ed il reinserimento sociale degli
ex bambini-soldato attraverso un importante sostegno psicologico: i minori combattenti hanno infatti bisogno di
assistenza per essere recuperati e reintegrati nelle comunità di appartenenza, e non di processi o condanne!
Se vuoi saperne di più gli esperti dell’UNICEF ti aspettano
Giovedì sull’
Infobus dalle
15,00 alle
17,00.
Non mancare!
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